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Bentrovati


Lo Spazio dell'Arte e Sartoria sta per riaprire e vi aspetta tutti lunedì' 11 settembre!

Segue un articolo scritto alla luce delle ultime creazioni delle principali case di moda...Per cominciare il nuovo anno in bellezza!

L’IMPORTANZA DELLA BELLEZZA (ovunque ci si trovi)… di Elena Binni

Perche’ in un determinato luogo indossiamo determinate cose, e in un altro abiti e stile diversi?

Perche’ cambiano I materiali che scegliamo, oltre al grado di cura (che non vuol dire essere meno sofisticati del solito…)?

Forse perche’ abbiamo un’attenzione (positiva) per la natura dei luoghi.

Se siamo in citta’ c’e’ una ‘natura metropolitana’ (votata al consumismo, alla spietatezza, all’inquinamento) se siamo in campagna o in un luogo “ameno”, la natura e’ bucolica, sana, salutare ed emerge come per incanto la ‘natura della naturalita’’. Ci occorre di meno. Intorno a noi c’e’ di piu’. Dunque il consumismo come spinta di compensazione (via via) cessa.

L’essere umano e’ talmente, nella sua natura pura, votato al bene e alla bellezza, da puntare, ovunque si trovi, all’armonizzazione con i luoghi che abita in funzione della bellezza.

E allora in citta’ indossare uno stile che occhieggia alle ultime tendenze della passerella (attenzione: gli stilisti – piu’ o meno ‘nel bene e nel male’- sono interpreti delle dinamiche sociali), quindi indossare colori ‘duri’, materiali plastici, trasparenze e lurex puo’ voler dire volersi accompagnare al paesaggio metropolitano in funzione di declinarlo verso la bellezza, conviverci e trovarvi degli aspetti estetizzanti che ci ricordano, ci aiutano sempre a ricordare, l’importanza della bellezza.

E’ chiaro poi che…Cercare la bellezza, ricordare, percepire la sua importanza, non e’ trovarla. Ma chi scrive, qui, voleva sottolineare, nella sua disperazione (oggi)? Confusione (oggi)? Un genuino anelito della moda di sempre a far questo. Esaltato ancor di piu’ dalla caoticita’, frammentarieta’ creative del momento…

PIU’ IN PARTICOLARE...

A giudicare dai capi sfilati nelle ultime passarelle internazionali (New York, Londra, Milano, Parigi) non sembrano esserci grosse novita nella moda autunno/inverno 2017-18. Forse la pressante ricerca della novita' non trova ancora il codice di un nuovo linguaggio. In questo mondo che si sta affacciando al potenziale incognito e parzialmente controllabile della tecnologia digitale, del cyberspazio! Questa sembra essere –e’- la prossima frontiera. E fa, come per ogni cambiamento, giustamente (giustamente!) “paura”! Meno male che esite la paura – che nella migliore delle ipotesi – genera la sanissima prudenza. Nella peggiore: la diffidenza.

Dunque: quali sono, comunque, le linee intraprese dalle principali case di moda? Torna il girocollo, poi il palto’ e giacche dalle line morbide, spalle larghe a taglio raglan o con manica scesa. `Ma sono, direi, tre le principali fonti di ispirazione che emergono: se da una parte Prada e Gucci strizzano l’occhio all’Oriente (Cina) evocando l’immaginario ‘patchwork’ coloratissimo della street fashion degli hipsters asiatici, Bottega Veneta, Armani, Max Mara e Rochas (solo per citarne alcuni) si rifanno a line e stile anni ’40. Una terza ormai assodata tendenza, invece, capeggiata niente di meno che da Chanel, e poi da Christopher Kane, Saint Laurent e Paco Rabanne, e’ la piu’ ansiosamente sperimentale e “spaziale”, vorrei dire. Chanel, in particolare, si rifa’ allo Spazio, ad una donna, ormai gia’ da tempo, sbarcata su un pianeta extraterrestre.

Ma i risultati, a mio parere, non sono ancora soddisfacenti. A parte gli scolli rigidi e in rilievo ricalcati su quelli delle tute da astronauta, i tessuti (con lustrini e tessuti lurex) cercano di accostarsi a luminosita’ digitali (quando stanno avanzando gli studi su tessuti e filati luminescenti), ma il risultato resta ancora “sulla terra”. Il confronto e’ complesso e difficile. Sara’ questa la direzione creative giusta?

Colore di quest’autunno: il prugna.


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